I NON-PLACES

Oramai sono più di due mesi che lavoro alla stazione di Roma termini. Passando tutti i giorni o sui binari o nel mercato centrale o ancora nell’atrio della stazione , ho realizzato diverse cose.

Primo, i luoghi come le stazione e come gli aereoporti sembrano essere fuori dal mondo, nel senso che nessuno si farma mai. Tutti si muovono e tutto si muove e questo genera positività strana.

Ecco quindi da dove deriva la teoria dei non – places: nei luoghi come questi le persone si muovono quasi senza interagire le une con le altre e nonostante ciò, dal momento che c’è un granb movimento si viene a generare un’aura speciale.

Provate una volta a fermarmi per un ora all’interno di una stazione, sedetevi e osservate. È straordinaria la quantità di cose che noterete in così poco tempo.

Nessuno sembra rendersi conto di ciò che accade, solitamente le persone sono sempre di corsa e vanno da un binario all’altro impazzite come formich.

Io sinceramente, mi diverto moltissimoa disegnare nella mia testa le vite delle persone che incrocio.

“il signore in giacca e cravatta con la ventiquattrore è sicuramente uno che lavora in ufficio nella stazione, probabbilmente corre perche ha una riunione”

“la signora che esce dal bar correndo con 3 sacchetti in mano forse sta cercando di tornare a casa prima per fare una sorpresa al marito”

 

“quella mamma con i due bambini starà tornando dal mare”

“l’uomo in divisa Trenitalia dal viso triste forse sta pensando a quando d< ragazzino voleva fare lo scrittore e invece si ritova a fare un lavoro insoddisfacente mentre la ragazza con il vestito rosso e i capelli neri lunghi, che sta guardando fuori dal finestrino sta pensando all’ultimo esame dell’università e alle vacanze”

Quante vite! E quanti sogni si possono incontrare ad un semplice binario!

Ogni tanto vorrei seguire qualcuno o fermarlo per sapere se quello che immagino rispecchia la realtà, ma poi penso che non sarebbe più cosi divertente forsi i “film”.

Ma dopo tutto è la metafora della vita.